Sara Lazzeri, un sommelier in “gonnella”, brava, determinata e preparata

L’appena trascorso mese di maggio 2017 ha visto protagonista indiscussa la giovanissima valtellinese e sommelier Sara Lazzeri di  Semogo – Valdidentro (Alta Valtellina), in occasione della settima Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio svoltasi nell’accogliente “resort” di Villa Làrio, a Mandello del Lario (Lecco) ed organizzata dall’Associazione Italiana Sommelier – AIS e da Ais Lombardia, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e il Ministero della Cultura, unitamente alla Rai.  Proprio in questo ambito è stato anche organizzato un “momento” (Miglior Sommelier della Lombardia) dedicato a tutti i sommelier della regione lombarda; organizzazione appannaggio della delegazione AIS di Lecco. Il concorso ha visto ai nastri di partenza ben dodici (12) “valenti” partecipanti che si sono sfidati attraverso una serie di “prove” scritte/teoriche e pratiche; al termine delle stesse, si sono trovati in finale solo tre sommelier e cioè: Sara LazzeriArtur Vaso ed Andrea Sala.

Una “mezzoretta scarsa” a disposizione per la prova di “servizio” davanti alla giuria (coordinata dai sommelier Luisito Perazzo e Nicola Bonera) e a seguire la stessa … per due commensali. Poi la degustazione alla “cieca” di un vino bianco e di uno rosso, con un’altra prova di “servizio” per un vino a scelta. Ovviamente carta dei vini da abbinare, in primis con vini regionali del territorio e poi tre a scelta per un menu formato da cinque portate, abbinate a vini nazionali ed infine con vini esteri. Dulcis in fundo: la domanda di cultura generale su tre temi: la figura di Franco Zilianiil Pinot Nero in Lombardia e le zone IGT delle Terre Lariane; chiusura delle prove sopra elencate con la “sistemazione” … di una carta dei vini con errori.  E’ stato sicuramente un concorso molto interessante, serrato e combattuto (da ricordare che a margine dello stesso è stato anche proposto un interessante dibattito sul tema “Vitigni e cultivar tradizionali: un’identità da preservare, un patrimonio da valorizzare”). Folto e preparato il pubblico accorso per la bella e riuscita manifestazione “lariana” che ha assistito alla finalissima a tre; il verdetto ha assegnato l’ambito riconoscimento di “Miglior Sommelier della Lombardia” ad Artur Vaso, sommelier della delegazione di Brescia; secondo Andrea Sala (AIS Milano) e ottima terza, la valtellinese Sara Lazzeri (delegazione AIS di Sondrio) che tra l’altro – in altre due edizioni (2014 e 2015) – ha ottenuto l’argento.

L’abbiamo incontrata – presso il suo hotel (Miravalle – Semogo – Valdidentro) – in un attimo di pausa tra un servizio e l’altro … e con lei abbiamo fatto una bella chiacchierata circa l’importante risultato ottenuto lo scorso mese di maggio 2017.

<<Anche quest’anno, dopo gli ultimi miei due ottimi piazzamenti – medaglia d’argento nel 2014 e nel 2015 – ho partecipato nuovamente (dopo un anno di stop- 2016) a questo importante concorso regionale (Lombardia) perché adoro la “competizione” in quanto mi fa “crescere” in continuazione e sotto ogni punto di vista, oltre a farmi  credere maggiormente in me stessa … un po’ come dicono gli inglesi: “believe in yourselfe” (credi in te stesso).

La competizione, quella sana e produttiva, mi dà una carica positiva meravigliosa; sono comunque una persona molto determinata, costante e quando mi prefiggo un traguardo – spesso – riesco a raggiugerlo! Infatti, non vedo il momento di ripartire e prepararmi per il prossimo concorso, ovvero quello del 2018  … dove sicuramente – e lo spero vivamente – cercherò di raggiungere nuovamente il podio e dove (me lo auguro con tutta me stessa) cercherò di mettermi al collo la tanto agognata medaglia dorata! Ho una grande passione per il vino e per il lavoro che faccio – oramai da alcuni anni – presso il Miravalle, l’hotel – ristorante dei miei genitori (Andrea e Patrizia); credo, soprattutto, nella professionalità perché solo così si possono raggiungere gli obiettivi prefissati! Il concorso a cui ho partecipato è stato suddiviso in due parti: la prima “teorica – scritta” con domande su diversi ambiti e la seconda “pratica” (degustazione vino); argomenti come legislazione, viticoltura regionale (Lombardia), enografia nazionale, vitigni, enologia, cultura generale, conoscenza di birra, liquore, distillato e acqua minerale sono stati gli “ingredienti” della prima parte, mentre nella seconda ho trovato l’ambiente più favorevole alla sottoscritta. Mi riferisco, in particolare, all’abbinamento e alla relativa relazione scritta su alcune etichette di vino (due) con relativa degustazione.

Dopo questo “momento”, siamo approdati alla finale solo in tre e tra questi anch’io; in finale siamo stati sottoposti ad un ulteriore “stress” psicofisico, ovvero con la degustazione di altri due vini ed in particolare dovevamo indovinare il vitigno, oltre all’affinamento in legno oppure no ed indicativamente anche il prezzo della “bottiglia”.

A seguire i tre candidati finalisti hanno avuto l’opportunità di scegliere ancora un vino tra tre proposti, evidenziando a grandi linee, le sue qualità (decantazione e racconto dello stesso); oltre a ciò “provare” ad accogliere due ipotetici commensali, abbinare il vino alla pietanza/e; a seguire la spiegazione per quanto riguarda l’abbinamento vino/cibo ed – ovviamente – spiegandone la motivazione: il tutto il “pochissimo” tempo!

Insomma, una “serie di prove” molto articolate, non facili e per niente scontate dove occorrono tanto studiomolta applicazione e soprattutto molta esperienza … il tutto “condito” dall’emozione/ansia da stress e dalla paura di non farcela … tutti elementi che ti prendono e che ti accompagnano per la durata dell’intero concorso! Sono “attimi” di difficile gestione e spesso ti fanno commettere errori veramente “stupidi” …

Per quanto riguarda il risultato di quest’anno – 2017 (il gradino più basso del podio – il bronzo) non posso proprio lamentarmi, visto e considerato che i due finalisti erano veramente “bravi” e preparati! Sono riuscita a portare in casa – in quel di Semogo, in Valdidentro –  ed in particolare nel mio “Miravalle” (l’hotel – ristorante dove lavoro da alcuni anni) un ottimo “bronzo” di giornata!

Una grande ed indescrivibile soddisfazione anche in considerazione del fatto che – nelle ultime edizioni (2014/2015) sono sempre riuscita ad arrivare sul podio (con due secondi posti); a conclusione di questa bella chiacchierata vorrei ringraziare pubblicamente tutta la mia famiglia (mio papà Andrea e mia mamma Patrizia) che ha sempre creduto in me e mi ha sempre appoggiato e spronato in questa bellissima esperienza, ovvero quella della “ristorazione”; infatti il “Miravalle” è la mia palestra naturale di allenamento: ogni giorno, quando lavoro, assaggio vino, consiglio la bottiglia, “decanto” e descrivo lo stesso e soprattutto sono a contatto continuo con le persone di ogni ceto sociale e di ogni provenienza, avendo la possibilità di migliorarmi sempre di più!

Non mi rimane che “invitarvi” nel mio hotel – ristorante – il Miravalle – per mettermi alla prova con un “concorso” un po’ speciale: quello di farvi “innamorare” del nostro vino e del nostro cibo … in particolare quello della Valtellina>>.